Il lavoro precario com’è oggi gestito in Italia è una piaga che umilia i lavoratori di qualsiasi categoria e non gli permette non solo di crearsi un futuro dignitoso ma nemmeno di sperare di poterne avere uno.
Chi è stato o è lavoratore precario sa bene che ogni altro commento è superfluo.
I responsabili di tale piaga sono stati i partiti politici di ogni schieramento. Ad iniziare dal centro-sinistra che nel 1997 col governo Prodi, con la legge 167 sul lavoro interinale del ministro Treu , introdusse per la prima volta in Italia questa vergogna a finire con la destra del governo Berlusconi che con la legge del ministro Maroni del 2003, impropriamente detta legge Biagi, senza contare le successive modifiche del 2008, ha permesso la liberalizzazione in maniera assolutamente sproporzionata della flessibilità nel lavoro senza prevedere nessun tipo di tutela per il lavoratore una volta cessato il contratto (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Biagi).
I sindacati intanto stanno a guardare e se da una parte predicano bene manifestando contro il lavoro precario dall’altra hanno accettano senza colpo ferire tutte le modifiche che i vari governi hanno apportato al contratto di lavoro nazionale distruggendo man mano quei diritti dei lavoratori che si credeva ormai acquisiti.
Tutto ciò ci fa comprendere come oggi sia impossibile il solo pensare di affidare le speranze di una possibile eliminazione, o anche ridefinizione in termini più vantaggiosi per il lavoratore, di tale pratica vergognosa, da parte di qualunque partito politico o movimento sindacale.
Questo gruppo perciò nasce con l’intento di unire tutti i lavoratori precari e tutti coloro che pensano che il lavoro precario sia oggi da cancellare dall’ordinamento legislativo italiano, al solo e unico scopo di creare un partito politico che lavori per cancellare definitivamente tale obbrobriosa pratica.
Scegliamo questo modo di azione perché crediamo possa essere l’unico e solo modo democratico per eliminare il lavoro precario e perché crediamo che solo l’unione di tutti i lavoratori precari e non in un movimento politico che si costituisca unicamente con tale intento possa incidere, a forza di voti, in Parlamento.
Ad oggi si stimano da 2,5 agli oltre 6 milioni di lavoratori precari in Italia. Molteplici sono state le manifestazioni contro tale pratica ma nessuna è mai riuscita a sensibilizzare i partiti politici che hanno sempre e solo fatto gli interessi delle grandi aziende e mai quelli dei lavoratori, soprattutto più giovani, che vedono oggi scomparsi quei diritti fondamentali sul lavoro acquisiti in decenni di lotte da parte di tutti i lavoratori.
Ci fanno credere che oggi il lavoro precario sia necessario, che sia l’unico modo per combattere la disoccupazione, che a causa della globalizzazione e della crisi le aziende non possono più assumere a tempo indeterminato, che il lavoro deve essere considerato al pari di tutte le altre merci. Hanno lavorato anni per dividere i lavoratori e distruggere i sindacati, oggi più che mai inadeguati e impotenti di fronte a qualsiasi malversazione subita dai lavoratori. Hanno lavorato bene facendo sprofondare i lavoratori nell’incubo della precarietà e soprattutto facendogli credere che sia l’unico modo possibile per guadagnarsi il pane quotidiano.
A tutto questo noi diciamo fortissimamente no. “Divide et impera”, “dividi e domina”, dicevano gli antichi romani. Questa divisione dei lavoratori oggi è realtà e proprio grazie ad essa viene resa impossibile qualsiasi azione da parte dei lavoratori contro il lavoro precario.
PERTANTO VOGLIAMO FONDARE UN PARTITO POLITICO FUORI DA OGNI LOGICA IDEOLOGICA CHE RACCOLGA I VOTI DI TUTTI I LAVORATORI PRECARI E NON, AL SOLO SCOPO DI CREARE UNA FORZA PARLAMENTARE CHE ABBIA COME UNICO OBIETTIVO QUELLO DI CACELLARE IL LAVORO PRECARIO.
Questo gruppo nasce perciò per raccogliere le adesioni di tutti coloro, giovani e vecchi, associazioni e non, che credono che progetto sia possibile. Chiediamo a tutti i lavoratori di smettere di votare i partiti politici oggi esistenti e di appoggiare la nostra causa perché riteniamo che sia l’unico e solo modo per eliminare veramente il lavoro precario in Italia.
Alla contrapposizione degli interessi delle lobby e dei poteri forti, non c’è che un’unica alternativa democratica e cioè quella di creare una lobby dei lavoratori che agisca solo e unicamente per gli interessi dei lavoratori e principalmente per l’eliminazione del lavoro precario in Italia.
Se le adesioni a tale gruppo risulteranno numerose sarà nostro compito organizzarci con tutti coloro che hanno aderito in comitati regionali e provinciali e successivamente cittadini, in modo da poter poi formare un comitato nazionale; dopodiché vaglieremo tutti insieme un nome, uno statuto e il simbolo di questo partito che verrà immediatamente registrato e reso attivo in modo da poter poi partecipare alle prossime votazioni politiche con candidati che verranno scelti, in modo assolutamente condiviso da parte di tutti i membri dei comitati regionali, provinciali e cittadini, con votazioni a maggioranza.
Sarà anche nostra cura introdurre nello statuto del partito una norma che limiti gli introiti di ogni eletto, ad uno stipendio base adeguato alle responsabilità di ognuno ma non eccessivo nel rispetto dei bassi stipendi che oggi i lavoratori precari, e non, sono costretti ad accettare a dimostrazione che tale partito oggi vuole nascere non per associarsi alla vergognosa casta dei politici ma solo e unicamente per costringere il Parlamento ad eliminare il lavoro precario e tutte quelle forme di sfruttamento ad esso associate.
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